Il ristorante britannico Silo ha dato il via a una politica a rifiuti zero e oltre alle papille dei buongustai delizia anche quelle degli ecologisti.

Brighton è la San Francisco d’Inghilterra. Situata sulla soleggiata costa meridionale – “soleggiata” come può esserlo da un punto di vista inglese, ovviamente – rappresenta un rifugio liberale per gli ex londinesi così stufi della capitale che hanno pensato bene di ricrearla pari pari 70km più a sud.

Non male come idea.

Brighton gode di un mix di culture di prim’ordine – dalle file di negozi indipendenti all’infinità di pub che tengono a bada gli assetati della città. E di certo il carattere non le manca con quartieri come il gay village di Kemp Town o l’attraente distretto di Hove, un tempo città a se stante.

Ma ancora meglio è North Laine, un quartiere pieno di stradine che pullulano di negozi di abbigliamento, antiquari e bar.

La cucina a vista di Silo
L’interno di Silo è fatto interamente di materiali riciclati.

Silo potrebbe scatenare una rivoluzione culinaria

Ed è qui che si trova Silo, il primo ristorante britannico a rifiuti zero – un posto che potrebbe scatenare una rivoluzione e cambiare il modo in cui la ristorazione e i clienti concepiscono il cibo.

«Non abbiamo bidoni per la spazzatura; tutti i rifiuti alimentari finiscono nel compost – persino i recipienti del take-away sono compostabili».
Av Padda, responsabile dello sviluppo

«Non abbiamo bidoni per la spazzatura; tutti i rifiuti alimentari finiscono nel compost – persino i recipienti del take-away sono compostabili», dice Av Padda, responsabile dello sviluppo. «Anziché farci mandare le bottiglie, usiamo le nostre casse e le nostre taniche: i caseifici e le cantine vengono a prenderle, le riempiono, e poi ce le riportano. Il latte ci arriva tutti i mercoledì in enormi cartoni da 25 litri – è uno spettacolo».

Silo è stato inaugurato dallo chef Doug McMaster nel 2014. Già nel 2012 aveva creato a Melbourne un ristorante apripista a rifiuti zero, Silo by Joost, e ha voluto ricreare qualcosa di simile in patria. Il risultato è Silo.

Si trova a Upper Gardiner St, a qualche minuto a piedi dalla stazione di Brighton e ha un’atmosfera moderna piuttosto in contrasto con l’ethos pre-industriale del ristorante. Ma non lasciatevi ingannare, perché i sedili sono di legno riciclato e le bevande servite in vasetti di marmellata riciclati. E in bella mostra all’ingresso c’è una scatola di metallo che emette una specie di brontolio e sembrerebbe una lavatrice con dentro il bucato di una squadra di calcio. È il celebre composter di Silo.

Colazione da Silo
Molto più che pane e burro: Silo ci mostra il futuro della gastronomia …
Preparazione del pane da Silo
Composter
Cucina Silo preparazione dello chef
Vasetti di marmellata per i cocktail da Silo
Esempio di cibo da Silo
La mission di Silo
Sedie da Silo
Brighton sandwich da Silo

«Finisce tutto nel composter»

«Finisce tutto nel composter», spiega Padda. «Contiene microorganismi che trasformano i rifiuti in compost acidi in circa 24 ore. Ci sono molti agricoltori o giardinieri che vengono qui a prendere il concime per le loro coltivazioni. È fantastico!»

Oltre al composter (o “digestore aerobico” per usare il termine corretto), all’ingresso c’è anche una bellissima macina di legno con la quale Silo fa la farina del suo meraviglioso pane di lievito naturale. È una vera delizia e con il burro fatto in casa di Silo non ha paragoni.

Non c’è da stupirsi se i vegetariani qui si sentono coccolati, tuttavia c’è spazio anche per un po’ di carne.

«Al momento abbiamo solo carni di selvaggina», prosegue Padda. «L’abbattimento dei cervi fa parte del processo di allevamento – altrimenti finirebbero per mangiare tutti gli ortaggi – perciò li prendiamo da una tenuta qui vicino una volta che li hanno uccisi. Prendiamo anche un sacco di frattaglie, che altrimenti verrebbero buttate via. Presto serviremo il manzo, o per dirla con Doug, delle “vecchie vacche”, ovvero mucche da latte che sono solitamente uccise e basta. Nessuno le ha mai usate per la carne finora».

 

I clienti impegnati di Silo
Gli chef preparano i pasti davanti ai clienti.

La qualità fidelizza i clienti di Brighton

L’elemento del riciclaggio contraddistingue Silo, ma è per la qualità del cibo che gli abitanti di Brighton ritornano. Sarà per le fantastiche uova a cottura lenta servite a colazione o per le “bistecche” di cavolfiore, ad ogni modo la gente va via da qui con una bella sensazione di pancia piena. E il fatto che non si butti via nulla significa anche che per forza di cose si sperimenteranno sapori nuovi.

«Ricorda sempre, quando cucini, che puoi utilizzare tutto», dice Padda. «I porri, per esempio, con quelle estremità pelose: una volta le abbiamo tagliate e abbrustolite nell’olio di colza. Avevano un inaspettato gusto floreale».

Per ora, l’unica parte del ristorante che non è riciclata al 100% è il bagno, però le cose dovrebbero cambiare a breve. Av afferma che «al momento usiamo acqua grigia, ossia acqua che è già stata utilizzata. Ma in futuro vogliamo passare ai compost toilet, anche se la cosa potrebbe urtare alcune persone. I compost toilet hanno in realtà un odore migliore rispetto ai bagni normali. Non sarà come andare a far pipì in fattoria, saranno comunque eleganti».

Cos’altro aspettarsi d’altronde da Silo: qui estetica e funzionalità sono legati inestricabilmente, tutto a vantaggio del pianeta.

Logo sull’ingresso di Silo
Silo, il primo ristorante britannico a rifiuti zero è stato aperto dallo chef Doug McMaster nel 2014.

Silo, 39 Upper Gardner Street, Brighton
Tel: +44 1273 674 259
Aperto tutti i giorni, (Lun 8:30-17; Mar-Sab 8:30-23; Dom 10-17).
Per maggiori informazioni, visita il sito web.