Data la continua crescita delle aree urbane è necessario escogitare idee originali capaci di allentare la pressione sulle infrastrutture e le risorse urbane. Possono contribuirvi tecnologie sofisticate ma anche tecnologie più rudimentali, come dimostrano le seguenti invenzioni.

Una pavimentazione che trasforma i passi in energia

Una lunga passeggiata può farti scoprire le meraviglie di una città. Ma lo sapevi che può anche contribuire al crescente fabbisogno energetico?

PaveGen, una startup clean-tech britannica, ha recentemente installato una strada smart di 10 metri quadri nel cuore di Londra. Le piastrelle sono progettate in modo da trasformare i passi in energia elettrica: quando qualcuno attraversa il percorso, il suo peso fa girare un generatore posto sotto la superficie attraverso un processo noto come induzione elettromagnetica, e l’energia prodotta può essere utilizzata per l’illuminazione stradale.

Inoltre, le piastrelle raccolgono anche dati in tempo reale e sono in grado di rilevare la posizione e il numero di passi compiuti. L’installazione di PaveGen è collegata a un’applicazione per smartphone che i passanti possono utilizzare per monitorare il conteggio dei passi e usarli come merce di scambio al fine di ottenere sconti nei negozi del quartiere.

Non dovremmo aver bisogno di una scusa del genere per camminare e esplorare la città ma essere premiati per averlo fatto è un bell’incentivo. E ci fa sentire partecipanti attivi del nostro habitat urbano.

Alberi intelligenti che aiutano le città a respirare

La penuria di aree verdi è uno dei punti dolenti di chi vive in città. La vegetazione è necessaria per poter avere un’aria più pulita e in alcuni spazi urbani si avverte chiaramente la sua mancanza.

Dai il benvenuto a CityTree, una struttura alta circa 4 metri che somiglia a un tabellone elettronico ma con una piccola differenza: la sua superficie è completamente ricoperta di muschio verde che filtra la polvere e altri agenti inquinanti invisibili dall’aria, come l’ossido di azoto. L’impatto ambientale di una singola struttura CityTree equivale a quello di 275 alberi.

la vegetazione di City Tree in uno spazio pubblico
CityTree porta la vegetazione nella giungla urbana.
Foto: Green City Solutions

Dietro quest’invenzione ci sono un architetto, un orticoltore, un ingegnere meccanico e un esperto informatico, ovvero i cofondatori dell’azienda berlinese Green City Solutions, che punta a far respirare nuovamente le aree urbane. Se sei un lettore abituale della nostra rivista avrai già sentito parlare lo scorso anno di questa innovativa start-up, in occasione del concorso smart urban pioneers. Inoltre, CityTree è stato progettato per trasmettere a smartphone e tablet i dati e le analisi sulle prestazioni ambientali.

Edifici temporanei che saltano fuori in posti inaspettati

Più le nostre città diventano popolose ed estendono le proprie periferie verso la campagna, più dobbiamo essere preparati a frotneggiare improvvise catastrofi naturali. Incendi, alluvioni e terremoti possono avvenire anche nelle metropoli più moderne e le tecnologie sofisticate sono superflue quando ciò di cui hai bisogno è un tetto sulla testa per passare la notte.

edifici pop-up Ten Fold in un paesaggio verde
Ten Fold progetta edifici pop-up temporanei come questo.
Foto: Ten Fold Engineering

La Ten Fold, una società ingegneristica britannica, ha elaborato un metodo ingegnoso per issare edifici temporanei. Si tratta di strutture mobili che, col semplice aiuto di un trapano, si tirano su in meno di dieci minuti. Grazie al design modulare, le dimensioni della stanza e il numero di porte e finestre si possono variare a seconda dell’utilizzo previsto per l’edificio in questione.

È presumibile che strutture di questo tipo si rivelino molto utili in futuro come basi mediche o per garantire un rifugio di emergenza ai cittadini colpiti da imprevedibili calamità naturali.

Un rifugio nella giungla di cemento

La vita in città offre moltissime comodità ma provoca anche un certo stress per via del continuo brusio che la caratterizza. Ecco perché un designer olandese ha pensato bene di trasformare la classica panchina da parco in una sorta di bozzolo privato, in modo da offrire un’oasi di pace nel bel mezzo del paesaggio urbano.

panchina del parco con una protezione bianca
La panchina del parco si trasforma in rifugio.
Foto: Thor ter Kulve

Thor ter Kulve, che in passato ha già dimostrato più volte il suo talento nel ripensare e ridefinire gli spazi pubblici, ha attrezzato la sua «Park Bench Bubble» con lo stretto necessario di cui una casa ha bisogno, come un caricabatterie usb per smartphone e una copertura impermeabile.

«Ho combinato materiali e tecniche sperimentate che spaziano dalla costruzione di armadietti alla falegnameria, dalla cucitura di oggetti gonfiabili agli impianti elettrici fai da te», afferma ter Kulve sul suo sito web, definendo la sua bolla-panchina un «prototipo di concetto».

inside the white cocoon
Il bozzolo visto dall’interno.
Foto: Thor ter Kulve

Spegnilo, ma resta connesso

Mettere da parte lo smartphone di tanto in tanto è un’ottima abitudine, soprattutto per andare a scovare gli spazi verdi che una città può offrire. Tuttavia c’è sempre più connettività negli ambienti urbani e molto spesso ci serviamo di internet per ottenere informazioni o notizie e così, che ci piaccia o no, restiamo appiccicati ai nostri dispositivi elettronici.

In genere nei parchi non c’è segnale Wi-Fi. Difatti un parco è concepito proprio per offrire un’atmosfera tranquilla in cui poter staccare la spina e rilassarsi.

In questo modo, ai visitatori e ai turisti presenti nel parco vengono però negate alcune informazioni magari importanti, come l’ultima corsa disponibile o gli aggiornamenti meteo. Con l’aiuto degli architetti dello Studio KCA il parco di New York ha ora la soluzione al problema: un hotspot Wi-Fi mobile e pop-up, che comprende anche posti a sedere e si può trasportare in bici – l’ideale per chi è alla ricerca di informazioni.