Con i suoi 365.000 follower, Ana Sampaio Barros è tra gli utenti Instagram austriaci di maggior successo. Nell’intervista l’architetta di origine portoghese racconta di Vienna – la sua nuova casa –, della vita nella metropoli, di social media e del concorso smart urban pioneers di cui è giurata.

Nel 2007 si è trasferita da una metropoli in una città tedesca di medie dimensioni. Come mai?
Ana Sampaio Barros: Quando ho lasciato Lisbona per Darmstadt, a prima vista poteva sembrare un passo indietro. Lì, però, mi sono trovata subito meglio, perché mi ero allontanata dalla vita frenetica della metropoli, dove per via delle distanze devi alzarti prestissimo per arrivare da qualsiasi parte, e per lo stesso motivo rincasi molto tardi la sera. All’improvviso potevo camminare di più, le distanze erano inferiori, la città più compatta e ragionata. Poi è stato difficile tornare a vivere a Lisbona… ed essere felice. Perciò ho scelto una via di mezzo.

E la via di mezzo è Vienna?
Ana Sampaio Barros: Sì. Anche se è più grande di Lisbona, sia per superficie sia per numero di abitanti, Vienna suscita in me una sensazione di città piccola che non ho da nessun’altra parte. Ogni volta che sono in viaggio sento dentro di me il desiderio di tornare a casa. Tokyo, per esempio, era sempre stata il mio sogno. Arrivandoci, però, la dimensione della metropoli mi ha travolta al punto che, semplicemente, non ci stavo bene. La gente è sempre di corsa, da un capo all’altro della città. A Vienna è tutto molto più tranquillo.

Vienna dall’alto
Ana Sampaio Barros è nata a Lisbona e oggi abita a Vienna, dove lavora come architetta.

A sentirla si direbbe che, da qualche parte dentro di lei, avrebbe voglia di vivere in campagna. Riesce a immaginarselo?
Ana Sampaio Barros: No, io ho bisogno di vivere in città. Ho bisogno della possibilità di andare al museo, di incontrare gente. Sono una ragazza di città! Lo sono sempre stata. Sono nata a Lisbona, e non riesco proprio a immaginare di trasferirmi in campagna.

Guardando le foto del suo account Instagram si vedono paesaggi, architetture antiche e palazzi moderni. È questa combinazione l’essenza della città moderna?
Ana Sampaio Barros: Questo equilibrio è molto importante. Siamo esseri umani, ne abbiamo bisogno. A Vienna, nel giro di un’ora posso arrivare in montagna. E tuttavia ammirare l’architettura contemporanea e gli edifici antichi. Un po’ di tutto.

Si direbbe che le metropoli moderne siano lo spazio ideale in cui vivere. Non c’è niente che le manca?
Ana Sampaio Barros: Quando penso alle città moderne mi vengono sempre in mente Tokyo oppure Londra. Lì, però, sento che ci sono pochi legami tra le persone. Si perde il senso del vicinato, il piacere semplice di scambiare due parole per strada. Nessuno si prende il tempo di fermarsi un attimo.

Come si può cambiare tutto questo? Possiamo influire sulle città nelle quali viviamo?
Ana Sampaio Barros: Certo che sì. Negli ultimi anni ho visto tante idee, anche molto semplici, che possono cambiare le cose.

Per esempio?
Ana Sampaio Barros: Qui a Vienna c’è un gruppo di architetti che trasformano in stanze d’albergo i negozi rimasti vuoti. Così nascono facciate e ambienti bellissimi al posto degli edifici abbandonati. Semplice, di grande effetto e divertente.

Ana Barros con cane
L’architetta Ana Sampaio Barros è tra gli utenti Instagram austriaci di maggior successo.

Cosa si può ottenere con un concorso come smart urban pioneers?
Ana Sampaio Barros: Come minimo, questo concorso spinge la gente a riflettere. E già questo è importante. Ci abituiamo in fretta alle cose e le diamo per scontate.

Per lei cosa significa far parte della giuria di un concorso del genere?
Ana Sampaio Barros: È un grande onore. Davvero. Ed è una fonte di ispirazione. Ritengo infatti che sia una fantastica opportunità per cambiare qualcosa. Sono a dir poco entusiasta di vedere cosa verrà fuori dal concorso.

I partecipanti possono imparare qualcosa da lei, che è esperta di social media?
Ana Sampaio Barros: Limitarsi ad avere buone idee oggi non basta più. Bisogna che vengano viste. I social media semplificano la diffusione del proprio messaggio. C’è bisogno di entrambe le cose. I partecipanti, perciò, dovrebbero dedicare del tempo anche a questo.

Di cosa bisognerebbe tener conto per un progetto urbano? Ha qualche indicazione concreta?
Ana Sampaio Barros: Per me è un processo molto naturale. Quello che posso consigliare è: raccontate la vostra storia! Senza pensare tutto il tempo a quanti follower avete o a quante persone raggiungerete. Siate onesti con voi stessi, fate una cosa perché è ciò che amate. Il successo arriverà da sé.

Per concludere, cosa le piacerebbe dire ai partecipanti di smart urban pioneers?
Ana Sampaio Barros: È importante riflettere sulla vita nelle aree urbane. E non soltanto nella città in cui abitiamo, o perché c’è un concorso per il quale smart mette in palio dei premi. Fosse anche una sola persona a guardare ciò che facciamo, quella persona potrebbe comunque trarne ispirazione. Dovremmo pensarci tutti i giorni. Senza smettere mai.